Potrei sapere chi è il mediatore familiare? Si tratta di un nuovo mestiere o di un titolo di studio?
E’ una figura professionale nuova, nata col decreto legislativo del marzo 2010 che promuove la riforma del processo civile. E’ una persona altamente specializzata, che sa di legge e conosce le moderne tecniche di negoziazione e che si pone a disposizione di una coppia in crisi per aiutarla a trovare la migliore soluzione possibile. Esistono anche corsi di formazione del mediatore civile.
Ma le sembra bello, caro Lubrano, che per rifinanziare il fondo unico per lo spettacolo, dobbiamo essere noi automobilisti a rimetterci? E poi, proprio in questo momento di incertezze per il petrolio? (Ludovico da Mestre)
Sono anch’io un automobilista e pagherò volentieri uno o due centesimi a litro sul carburante per la sopravvivenza della cultura e dello spettacolo.
Voglio ricordare che la sera del 12 marzo scorso all’Opera di Roma, durante la prima del Nabucco di Verdi, Riccardo Muti al momento del bis di “Va pensiero” ha sentito il bisogno di prendere la parola. “Il 9 marzo 1842 – disse – Nabucco debuttava come opera patriottica tesa all’unità e all’identità d’Italia. Oggi non vorrei che Nabucco fosse il canto funebre della cultura e della musica. Perchè una nazione che perde la propria cultura, perde la propria identità”.
Noi non consideriamo – aggiungo io – la cultura come bene primario che rende denaro. Tre economisti tedeschi hanno condotto di recente una indagine molto interessante: nelle città che vantano un teatrolirico il prodotto interno lordo, il fanoso pil è più forte del 2%.
Salve dr. Lubrano. Sotto il portone del mio condominio c’erano dei nidi di rondine che sono stati distrutti da un inquilino del mio palazzo. E’ giusto, secondo lei?
In un paesino della Brianza, Figino se non sbaglio, è accaduto qualcosa del genere. Gli altri abitanti del palazzo hanno denunciato il fatto al Tribunale degli animali che ha sede a Parma e il tribunale ha imposto al nemico delle rondini di ripristinare i nidi pena una denuncia alla polizia per maltrattamento degli animali. Ebbene, l’accusato ha rimesso al posto dei nidi veri dei nidi di plastica. Che le rondini hanno gradito. A proposito, sapete che ogni anno ne arrivano sempre meno in Italia? Trovano poco cibo nelle campagne e sono spaventate dalle torri eoliche.
Carissimo dr. Lubrano, mi chiamo Palmira Mazzotti, di Asola(Mantova), ho 68 anni. Avevo solo 16 mesi quando, ospite di un istituto per l’infanzia, rimasi gravemente ferita alla testa: era il 22 dicembre del 44 e gli americani colpirono per errore l’istituto, provocando la morte di undici bambini e di una suora. Nel 1961 avanzai domanda allo Stato per un risarcimento come vittima di guerra ma ottenni risposta negativa. Troppo tardi, scaduti i termini. Ma le cicatrici della guerra, secondo me, non hanno una data. Le chiedo: non ci sarà anche per noi, vittime viventi di un conflitto, un po’ di luce?
E’ una lettera bellissima, che non chiede niente, con una frase che dovrebbe farci meditare in un tempo angosciante come questo: “le cicatrici della guerra non hanno una data”.
Mi piacerebbe che si riaprissero i termini per la sua domanda di risarcimento ma non mi sembra il caso di vendere illusioni.








