Negli articoli di fondo dei maggiori quotidiani il tema ricorrente è la crisi di etico-politica che il nostro Paese sta vivendo, oltre alla crisi economica. E ogni giorno i comportamenti di persone pur responsabili in ogni campo lasciano immaginare il superamento di un’altra frontiera, quella della legalità(su cui peraltro si è spaccata la maggioranza di governo). Nel senso che il concetto appare ormai ribaltato: tutto ciò che è illegale diventa legale, acquista una sua normalità.
Faccio un esempio. A Napoli arrestano la signora Olga Acanfora, presidente dei piccoli imprenditori dell’Unione Industriali, accusata di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Avrebbe chiesto, per interposta persona, ad un clan camorristico di intervenire per convincere un architetto che le aveva progettato una certa opera, a ridurre la sua parcella. L’interposta persona si chiama Luigi Tommasino, consigliere comunale a Castellamare di Stabia, ucciso tempo fa dal clan d’Alessandro.
In carcere la signora Acanfora dichiara la sua innocenza: “Non sono una camorrista. E poi che ci sia uno scambio di favori tra imprenditori e politici che c’è di strano? Che male c’è?”
Ecco: che male c’è? Sembra di sentire il ritornello di una bella e popolare canzone di Pino Daniele uscita tre anni fa: “Che male c’è/ che c’è di male/ se la mia vita ti appartiene..”. Qui però l’amore non c’entra, diventa normale – appunto – il baratto tra esponenti del potere: “tu mi dai una cosa a me e io ti do una cosa a te”, come suona un motto popolare
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Già, nascondersi dietro una vera o simulata ignoranza dei codici rende tutti molto più simpatici e umani, ma il male resta e glielo spiegheranno: per la signora Olga, al processo.
Ma perchè non rimettono in programma, a scuola, Educazione Civica, magari come ora alternativa alla Religione ? Per dare ai giovani un po’ di teoria delle basi di convivenza ….