Dopo Messina riscopriamo l’indignazione?

ott  09
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messina scalea
Il disastro annunciato di Messina ci fa riscoprire l’indignazione? Forse. Ma non ne sono sicuro in un Paese che sembra rassegnato, che non reagisce più e dove ogni cittadino pensa solo ai fatti suoi.

Voglio solo aggiungere qualche dato al quadro desolante che la montagna franata sulla città del terremoto del 1908 ha rivelato.

Ecco qua: negli ultimi ottant’anni si sono abbattute sul territorio nazionale 5.400 alluvioni, undicimila frane e settantamila persone risultano colpite in un modo o nell’altro da tali disastri. E’ stato calcolato che il 77% dei 1500 comuni a rischio ha un patrimonio edilizio minacciato dagli eventi meteorologici estremi. Nella metà di questi comuni si contano fabbricati industriali in pericolo. Uno studio delle Autorità di Bacino rivela che più di 10 mila le zone ad alto rischio mentre più di 5 mila comuni italiani, sugli 8.100 comuni della penisola, “ricadono in aree a potenziale rischio idrogeologico”.

Dice Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente: “La continua e intensa urbanizzazione lungo i corsi d’acqua, diretta conseguenza di una irrazionale pianficazione territoriale, fa si che il nostro Paese sia fortemente esposto”. Gli fa eco Simone Andreotti, responsabile nazionale protezione civile di Legambiente: “Il territorio e i fiumi italiani sono sempre più spesso minacciati da inammissibili scempi urbanistici come intubazioni, discariche abusive, ponti sottostimati e con case edificate fin dentro gli alvei”. Se mi ricordo quel che è successo a Sarno in Campania nel 1998…

Non meno preoccupante è l’ipotesi che prospetta l’Associazione nazionale bonifiche(Anbi): “Se si fermassero le idrovore sarebbero a forte rischio di allagamento la città di Mantova, alcuni quartieri di Padova, gli aeroporti di Fiumicino e Venezia Tessera, la ferrovia Roma-Napoli e tratti dell’Autostrada del Sole e del Brennero”.
Da far paura.
Intanto in Sicila Il Presidente Raffaele Lombardo dichiara: “In Sicilia, soprattutto a Messina ci sono territori, in cui l’equilibrio idrogeologico è fragilissimo. Non possiamo più tollerare alcun abuso o abusivismo edilizio. Dobbiamo demolire quello che non è stato demolito C’è un clientelismo che rispetto alle demolizioni mancate può portare a eventi drammatici e a crimini che hanno fatto perdere la vita finora a 24 persone”.
Quello che è assurto come il simbolo della tragedia, il palazzo di tre piani costruito sul greto del torrente a Scaletta Zanclea con tanto di regolare licenza, ieri è stato abbattuto dalle ruspe che continuano a scavare alla ricerca dei superstiti.

La Gallery della devastazione nel Messinese

Fonte: La rete


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9 risposte a Dopo Messina riscopriamo l’indignazione?

  1. Alberto M scrive:

    Suvvia… tutti parlano di disastro annunciato, e tuttavia nulla si è fatto per evitare o limitare il danno? A che serve l’indignazione se poi nessuno paga? A che serve indignarsi se poi si chiude non uno ma due occhi di fronte all’abusivismo selvaggio?

  2. Federico scrive:

    Cosa pensa della censura dei tg nazionali nei confronti della protesta della popolazione messinese? http://www.youtube.com/watch?v=qZ6q3rCEOMM

  3. Berardi Erminia scrive:

    In merito ho mandato un commento su libero magazine news e mi è stata data una risposta che non ho potuto leggere perchè è riservata; forse sono io che non conosco il meccanismo per leggerle su pg. riservata: qualcuno me lo può e vuole spiegare?
    Un saluto

  4. Rigitans' scrive:

    io sono atterrito per il livello indecente a cui siamo arrivati. sono giovane ma mis ento già vecchio, invecchiato dalla rabbia che mi fa certa italia, che sta diventando predominante, e che non ci lascia scampo, ci soffoca nella rabbia, lo stresse la disperazione, oppure adattarsi allo schifo e divenirne parte.

    questo deve essere il futuro? non ci sarà futuro così. a meno che non sei un mafioso.

  5. Enrico scrive:

    Siamo solamente un popolo di ipocriti-
    ma chi controlla il controllore?-
    Chi deve ripiantare gli alberi bruciati o abbattuti?
    Cosa fanno i tanti fannulloni delle comunità montane?
    Che cosa fanno quelli dei consorzi di bonifica?
    Come vengono spesi tanti soldi?
    Siamo uno dei paesi piu’ corrotti al mondo
    ma facciamo finta di niente.
    E la gente continuera’ a morire-

  6. Berardi Erminia scrive:

    Queste “calamità NATURALI” mi suonano un pò come quei ritornelli di canzoni note che si ripetono insistentemente e ti s’infilano in fine in testa … debbo dire altro? Il pensiero per raffigurarle realizza immagini che ricordano l’automatismo e l’industria. Certamente c’è qualcosa che non va … da correggere.

  7. franco scrive:

    caro lubrano ,le scrivo da scafati provincia di salerno, fino ad inizio estate scorsa, l’area comunale di scafati era a rischio idrologico ,perche e attraversata dal fiume sarno e altri canali di deflusso acque metereologiche, tellurico per la vicinanza al vesuvio, e in alcune zone anche zona archeologica perche confina con pompei, morale della favola, ora la zona e sana da rischio idrololigico pur di carpire soldi al prossimo si sono inventati la zona industriale, con la scusa che fu proposta 30 anni fa e mai realizzata dalle varie amministrazioni politiche ,non le dico le varie furberie sulle distanze dalle case che sono abitate da civili famiglie e opifici che vogliono realizzare . poveri noi che fine .

  8. alba scrive:

    Egr. Dr. Lubrano,

    Quello che è successo a Messina è una cosa che mi fa angosciare in modo particolare (penso ai piccoli bimbi).
    Non Le sembra che anche i cittadini dovrebbero iniziare a cambiare e prendere coscenza che le regole vanno rispettate, non accettare più compromessi con chi governa a livello locale e non ?
    grazie

  9. Giorgio Stefano Rovelli scrive:

    Carissimo Antonio Lubrano,
    non fermiamoci alla carta igienica (ma lo è davvero?)!
    E i pannolini per l’infanzia? E i pannoloni per la terza età?
    E gli assorbenti igienici (ma lo sono davvero?), per le donne di ogni età? Meglio non pensare al fatto che, a contatto con la pelle, ci sono zone ad alta assorbenza ed altre quasi impermeabili! Dermatiti, sudore e cattivo odore si sprecano!
    Saluti e buon lavoro!

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